Turismo, la carta vincente dell’Abruzzo

Da decenni, il flusso turistico abruzzese è costituito prevalentemente da connazionali. Gli stranieri sono una netta minoranza, anche se in leggera, costante crescita specialmente in relazione all’incremento dei voli e dei passeggeri dell’Aeroporto d’Abruzzo.

Questo aumento di interesse per la nostra regione, da parte dei forestieri che vogliono costituirsi un riferimento turistico in Italia, vede protagonisti, in particolare, gli inglesi, che, dopo molti anni di grande attrazione per la Toscana e l’Umbria, stanno scoprendo l’Abruzzo.
Arrivano, osservano, si innamorano delle antiche dimore, le ristrutturano. Talora risistemano interi borghi o interi paesi (come è accaduto a Santo Stefano di Sessanio dove l’iniziativa di un imprenditore di origini svedesi ha avviato una serie di interventi restaurativi da parte di altri imprenditori esteri).

“Mare, monti, arte, terme” diceva, anni fa, un azzeccato slogan degli Enti per il Turismo Regionali. E, in effetti, è proprio vero che la nostra terra può offrire tutte queste opportunità.

Anzi, bisognerebbe aggiungere … parchi (siamo la regione europea con più parchi), laghi, grotte, flora e fauna selvatica, enogastronomia genuina e di qualità, sagre, folclore, abbazie, eremi, processioni di una suggestione struggente, concerti, teatro, mostre, sport … e non è neanche tutto !

Questo inestimabile patrimonio culturale, unito alla tradizionale ospitalità di un popolo forte e gentile costituisce un mix di charme e seduzione cui è difficile resistere.

Cosa c’è di meglio, infatti, per trascorrere una vacanza rilassante e creativa, del vivere in un habitat di raro valore ambientale e paesaggistico condito da una visita a una cattedrale, a un museo, oppure da una gita al mare, in montagna, da un’arrampicata, o, per i più disincantati, da un giro di shopping ?

Da Chieti all’Aquila ( piagata ma non piegata ), da Pescara a Teramo, a Sulmona, Lanciano e tante altre località che non cito solo per mancanza di spazio, è tutto un susseguirsi di paesaggi, chiese, monumenti, sculture, pitture che catturano la vista (e il cuore) con il loro fascino singolare:

il miracolo della natura quando le vette del Gran Sasso disegnano il profilo della “bella addormentata”, l’incanto del puro stile romanico delle cattedrali di Santa Maria di Collemaggio, di San Clemente a Casauria, di Santa Maria Arabona o di San Tommaso di Caramanico ( con la colonna sacra portata dagli angeli), la grazia della fontana delle novantanove cannelle, il mistero del Guerriero di Capestrano, l’attrazione coinvolgente dell’immensa tela della Figlia di Iorio e così via, per valli e antichi ruderi, per laghi e vette incontaminate, nei boschi, nelle faggete, nelle pinete, e poi sù verso la Camosciara, per tuffarsi, poi, tra le Gole del Sagittario e nel lago di Scanno o nel dannunziano “Adriaco verde”, per una discesa in canoa del Tirino.

L’Aquila ferita, dicevo. Una città da ricostruire, nelle sue bellezze architettoniche ed artistiche cui hanno diritto non solo gli aquilani, ma tutti gli abruzzesi e, vorrei dire, tutti gli italiani.

Il viaggio dell’immaginario turista può continuare verso il Forte spagnolo, la basilica di San Bernardino, i ruderi di Amiternum.

E che dire dell’encausto (…affresco) di Loreto Aprutino (il Giudizio Universale) nella chiesa di Santa Maria in Piano, del Museo delle Ceramiche Acerbo, dei bellissimi musei di Penne e Campli, dove si può salire la scala santa e godere di una vista meravigliosa sul Gran Sasso?

Parlare di bellezze artistiche in Abruzzo è un invito a nozze. Si può spaziare da Teramo (Teatro e Anfiteatro Romano, Cattedrale di San Berardo, sculture di Venanzo Crocetti) a Lanciano (Santa Maria del Ponte) a Sulmona (SS.ma Annunziata, Acquedotto Medievale) a Chieti (Cattedrale di San Giustino, Tempietti Romani, Museo Archeologico, Museo Barbella, la Civitella) a Pescara (Cattedrale di San Cetteo, Basilica della Madonna dei Sette Dolori) a Moscufo e Cugnoli (amboni del maestro Nicodemo da Guardiagrele).

Ovviamente, quelli indicati sono solo alcuni dei tanti luoghi d’arte e reperti archeologici presenti in Abruzzo.

Ci sono, poi, le manifestazioni, quelle che hanno una forte incidenza sul “turismo religioso”: la Perdonanza Celestiniana, la Processione del Venerdì Santo all’Aquila, Chieti, Teramo, la Processione in mare di San Cetteo a Pescara, la “Madonna che scappa” a Sulmona e le tante altre iniziative che i Comuni prendono, soprattutto nella stagione estiva, per rievocare eventi storici o religiosi. Cito, solo ad esempio, il Mastro Giurato di Lanciano e la Festa dei Serpari a Cocullo.

Inoltre, il “turismo termale” (es. Caramanico, dove natura e salute convivono in perfetta sintonia), la nautica da diporto (Marina di Pescara, Porto turistico di Giulianova e altri in costruzione).

Infine (ma certamente tra le voci più importanti del movimento turistico regionale) il turismo legato agli sport invernali. Località come Roccaraso, Ovindoli, Campo Imperatore, Campo Felice, Prati di Tivo, Passolanciano ed altre costituiscono un reticolo di impianti sciistici di prim’ordine.

Concludo con un riferimento alle manifestazioni sportive in genere. Archiviata la grande kermesse del Giochi del Mediterraneo, restano i classici raduni agonistici quali, solo a titolo di esempio, il Trofeo Matteotti, le Svolte di Popoli, il Trofeo Interamnia, Iron Man. Ma l’elenco di eventi legati allo sport in Abruzzo è lunghissimo.

Tutto questo patrimonio di arte, cultura, tradizione di cui è depositaria la nostra regione, non è una carta vincente sul tavolo verde della partita del turismo ? Io credo di sì.