Caro neo assessore alla mobilità, se, come credo, vuole fare veramente qualcosa di concreto per abbattere le “polveri sottili”, aspetto più preoccupante dell’inquinamento atmosferico di Pescara, faccia innaffiare con acqua e uno speciale sapone industriale (si rivolga a un tecnico) le strade cittadine più frequentate dalle auto e dai mezzi pubblici (inquinano anch’essi!) analogamente a tantissime città in Italia e nel mondo.

Privilegi la sosta delle auto elettriche ed ibride, come fanno tante città anche in Italia e nello stesso Abruzzo.

Accorci i tempi di presenza delle auto sulle strade riducendo i percorsi per spostarsi da una parte all’altra della città (che senso aveva il divieto di transito su un piccolo tratto di soli duecento metri di una parte di corso Vittorio Emanuele, che costringeva le auto a percorrere tre chilometri per raggiungere, dalla vecchia stazione, la zona degli uffici o di Porta Nuova?).

Autorizzi la sosta in aree attualmente disponibili e non utilizzate, così da aumentare i parcheggi (vedi area ex mercatino etnico, oppure in aderenza a via De Gasperi…ma ce ne sono altre).

Lasci perdere l’ipotizzato senso unico in viale Marconi che presupporrebbe analogo provvedimento in viale D’Annunzio, soluzione contraddittoria con il “campus” universitario e che allungherebbe smisuratamente i tempi di percorrenza delle auto in quelle strade con conseguente aumento delle emissioni.

Tante altre cose vorrei suggerirle, ma, compatibilmente con lo spazio e le esigenze di sintesi, mi riservo di farlo con altre eventuali “lettere”.

Ma un auspicio finale, me lo consenta: cerchiamo tutti di usare più il verbo “conciliare” e meno il verbo “imporre” quando si tratta di scelte che coinvolgono il destino dei cittadini che, magari, hanno dedicato una vita di lavoro per aprire e affermare un’attività commerciale e che rischiano il tracollo per un opinabile senso unico o una pista ciclabile tutta da valutare sul piano danni-benefici.