Parafrasando il titolo di un famoso film, potremmo intitolare questa breve indagine
“alla ricerca della Fonte perduta”.

In effetti, di un’antica fonte scomparsa si tratta, e, più precisamente, dell’antica Fonte Borea, cioè fonte esposta a settentrione, ai venti gelidi di tramontana.

Ebbene, questa fonte esiste ancora e può essere riportata alla luce con poco lavoro di dissotterramento e restauro.

I resti della fonte si trovano all’intersezione di strada Fonte Borea-Colle del Telegrafo e Via delle Fornaci.

Lì, dove le due strade si incontrano e strada Fonte Borea si inoltra in un piccolo angolo di bosco che, poi, prosegue proprio sotto il Colle del Telegrafo, proprio lì, sotto un ciuffo di alte canne e sterpaglie, si nascondono i ruderi della fonte.

Per una più precisa indicazione, possono servire due semplici riferimenti: il segnale di divieto di accesso da via delle Fornaci verso strada Fonte Borea in direzione sud e uno sfiatatoio ( un tubo verticale dipinto di verde) dell’Enel gas.

E, d’altra parte, proprio da quel punto inizia il Fosso Borea, l’angolo più selvaggio e ricco di vegetazione spontanea di tutta Pescara. Un fosso che scende verso la pianura fino a via dell’Emigrante. Un fosso, tra l’altro, abbastanza grande, incolto, suggestivo e misterioso da meritare una qualche forma di sopralluogo e bonifica.

La fonte è costituita, da un muretto di mattoni non intonacati e da un fregio, mentre l’acqua di sorgente usciva da un semplice tubo ritorto, a mò di rubinetto sempre aperto.

Giriamo la segnalazione all’Amministrazione Comunale e, segnatamente, agli Assessorati ai Lavori Pubblici e alla Cultura. Si, certo, anche a quello alla cultura poiché non c’e` dubbio che il probabile ritrovamento di una benché piccola testimonianza dell’antica Castellamare diventa un fatto culturale.

Ovviamente, la rimozione delle sterpaglie e della terra sovrastante ( che, assicurano, comporterebbe non più di un paio di giorni di lavoro ) andrebbe fatta con le dovute cautele, senza ruspe o mezzi meccanici, ma con pale e cazzuole, come si addice ad un vero, sia pur modesto, reperto archeologico.